Apex Legends ha fatto il “BOTTO”

Con venticinque milioni di giocatori in una settimana, questo traguardo ha aggiudicato il primo posto tra i videogame più guardati sulla piattaforma Twitch, un lancio che a sorpresa ha spiazzato i concorrenti e l’intera comunità videoludica.

Apex Legends, l’ultima fatica dello studio di sviluppo Respawn Entertainment, è il fenomeno del momento, ottenendo record e scrivendo una pagina del settore videoludico.

Per capire meglio l’impatto che Apex Legends sta avendo sul settore è sufficiente elencare alcuni numeri. Un milione di videogiocatori in appena otto ore dal lancio, venticinque milioni di giocatori totali in una settimana, con un picco di due milioni in contemporanea (Fortnite, per fare un confronto, impiegò 4 mesi circa per arrivare a 30 milioni di giocatori).

I numeri su Twitch, la piattaforma per giocare e vedere altri giocare in streaming, sono ancora più eloquenti: nel momento in cui scriviamo Apex Legends ha in media 274mila persone che lo seguono e ha raggiunto il picco di 674mila in contemporanea che lo hanno guardato in streaming per un totale di 53 milioni di ore di spese online.

A pagare al momento sono i rivali del settore; Fortnite ha visto a febbraio un calo dell’11% del tempo speso su Twitch, Overwatch del 7% e PUBG del 9%.


Un boom senza precedenti ottenuto anche con una strategia di lancio unica.

Apex Legends è infatti stato rilasciato a sorpresa il 4 febbraio: fino a quel giorno nessuno, a parte sviluppatori e produttore, sapevano della sua esistenza. Si tratta di un dettaglio non di poco conto: l’industria dei videogame per sviluppare titoli di questo spessore richiede infatti anni di lavoro. Anni durante i quali la stampa di settore viene periodicamente aggiornata con versioni di prova, immagini e dettagli sul gioco in lavorazione, in modo che nella comunità dei giocatori cresca l’attesa per il titolo. Electronic Arts, colosso americano dietro best sellers come Fifa, ha invece deciso di stupire tutti e tacere fino al giorno della pubblicazione.

I motivi possono essere diversi ma probabilmente il più convincente sembra essere l’intenzione di non «allarmare» le case produttrici rivali che avrebbero potuto lanciare altri giochi nello stesso periodo o nello stesso settore, quello caldissimo dei Battle Royale appunto, rovinando i piani di EA.

Vota!
[I voti: 0 Media dei voti: 0]

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: