Anthem dalle ceneri di Mass Effect

Anthem nasce dalle “ceneri” di Mass Effect: Andromeda … l’ultima fatica di BioWare non sembra essere apprezzata da una fetta di pubblico e dalla critica, principalmente per questioni tecniche, di reattività del personaggio, profondità del mondo di gioco e ritmi di gameplay.

Anthem rappresenta senza alcun dubbio il tentativo di sfruttare il sistema di combattimento di Mass Effect in chiave multiplayer. Per tutti quei gamer che hanno voluto, dovuto e continuano ancora “per forza” ad associare Anthem ad un “Destiny” vorrei solo far notare una differenza molto importante.

Anthem è fortemente basato sul sistema di combattimento di Mass Effect, un sistema con una strategica superiore a quello di Destiny. Con una serie di combinazione di armi da fuoco e abilità con poteri elementali come fuoco, ghiaccio ed elettricità, il sistema di combattimento di Anthem, come quello di Mass Effect, richiede lo sfruttamento di combo tra abilità con effetti differenti tra abilità e armi da fuoco. Il tutto “riempito” con effetti uditivi e sul piano di illuminazioni notevoli, che lo rendono più accattivante di tanti altri giochi che oggi hanno una fama inspiegabile…


Anthem è interessante dal punto di vista della profondità del sistema di combattimento, che reincarna quanto visto nelle modalità multiplayer PvE dei Mass Effect, e sul piano tecnico.

Gli Strali, con il livello di personalizzazione, con un impatto sul gameplay, possono costituire un cambiamento importante per tutto il mondo videoludico.

È vero non convincono la ripetitività di gioco alla Destiny e un hub centrale troppo statico e troppo distante rispetto ai lavori di BioWare, in cui il giocatore poteva influire sull’esito delle vicende. L’assenza del PvP, potrebbe far storcere il naso ad alcuni giocatori.

Ma vorrei e ci tengo a ricorda che EA e BioWare stanno proponendo uno schema di gioco che in passato ha mostrato di non attecchire.

“Anthem sta a Mass Effect come Fallout 76 sta a Fallout 4”?

I vari Destiny, The Division e altri giochi con schemi di gioco simili, non hanno fatto completamente breccia nel cuore degli appassionati.

Ricordiamoci che siamo noi Gamer a dare un futuro ai videogiochi … siamo noi stessi la causa principale della rottura del mondo videoludico… forse troppo esigenti in un periodo particolare … dove un gioco apparentemente o decisamente “Inutile” fa più successo rispetto ad un tentativo serio di successo!

Salvatore Ricca
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Salvatore Ricca

Salvatore Ricca

Sono nato nel 1988, originario di Adrano, un paesino del Catanese. Grazie al mio percorso di studi presso l’Accademia Di Belle Arti Di Palermo, in Progettazione&Design ho sempre accolto l'Arte nella mia vita quotidiana, ritenendola una fonte d'ispirazione in grado di mantenermi vivo. La passione per i videogiochi mi accompagna sin da bambino, dall’età di 11 anni, una passione che muta nel tempo, continuamente, verso generi complessi e diversi anche se prediligo il genere Survival/Horror e il genere Fantasy... Quindi potete immaginare che bella infanzia! Cerco sempre l’arte anche attraverso i videogame ponendo attenzione al “termine”. Nel mio mondo un po’ strambo sono presenti il pensiero filosofico di Kandinsky e l’occhio per il particolare di Gustav Klimt! Nella mia vita amo essere una persona con una trasparenza stratificata, perché credo sia l’unico modo per poter vivere sperimentando e imparando ad ogni occasione che si presenta, arricchendosi sempre di qualche strato nuovo in più!

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