Sekiro: Shadows Die Twice – Un capolavoro dal gusto orientale e dannatamente brutale!

Abbiamo deciso di riprendere a parlare di Sekiro: Shadows Die Twice, dopo la terza Run, e vogliamo iniziare col nostro primo pensiero principale:

Evitate di guardare al passato targato FromSoftware.

Dopo numerosi messaggi da alcuni dei nostri lettori, dove ci chiedono maggiori informazioni sul titolo e su un consiglio abbiamo quindi deciso di “ridire” la nostra. Con Sekiro si dovrà affrontare un vero proprio inferno.
Sangue e dolore, sono le parole chiave che si trascineranno fino la fine del titolo, dovrete superare i limiti e perfezionarvi fino all’esaurimento.

Sekiro: Shadows Die Twice è il titolo più brutale e complesso concepito dalla software house di Dark Souls e Bloodborne.

Sarà massacrante e vi obbligherà a stare per ore intere davanti ai boss e nemici, dovrete guadagnarvi una paziente dedizione, in compagnia della frustrazione e imparare da ogni minimo errore.


Un minimo errore non sarà perdonato e tutto dipenderà solo dalle vostre abilità.

Sekiro non è mai ingiusto o scorretto, quando avanzare sembrerà impossibile, la colpa non è da trovare in un bilanciamento altalenante, ma solo nella necessità di adattarsi a un sistema nuovo, inedito, innovativo ma seriamente gratificante.

Questa nuova magnifica e crudele avventura presenta una storia principale decisa e chiara.

Il titolo inizia alla fine del periodo Sengoku, tra il caos delle battaglie dove il Giappone era diviso in piccoli feudi in guerra tra loro.

Il clan Ashina decide di rapire l’Erede Divino, il cui sangue ha il potere di vincere i vincoli della morte concedendo la resurrezione, una meccanica di gioco fondamentale del protagonista che può tentare disperatamente di avere la meglio contro i nemici.

In Sekiro troviamo un gusto più mistico e spirituale rispetto ai titoli passati, si vivono i legami alle tradizioni folkloristiche, religiose, fantastiche e culturali del Giappone.

Una mitologia affascinante colma di tematiche, una “lore“, dai significati nascosti da interpretare, segreti che si annidano in un terra martoriata dai conflitti.

Non basteranno 40 ore per scoprirli tutti, così come non basteranno per battere tutti i boss facoltativi e per portare a termine tutte le attività secondarie, questo fa di Sekiro una mole di contenuti lodevole.
Una scenografia meravigliosa, come lo è la rappresentazione del mondo di gioco dove ritroviamo rimandi alla cultura orientale riuscendo a collegare l’interesse per l’esplorazione che si presenta dinamica e mai statica.
Però il vero punto forte del titolo é il sistema di combattimento infatti si rivela essere originale, raffinato e soddisfacente, tanto da poterlo paragonare ad una vera e propria danza delle spade.

Articolato e complesso nel gestirlo, servirà l’abitudine per padroneggiarlo, ma serviranno dedizione totale se non maniacale.
Dedizione, pazienza, perfezione

Questo è Sekiro:

Sfinire il nemico, causare danni alla sua postura, farlo sbilanciare e colpirlo mortalmente quando lascerà aperta una breccia nella sua difesa.

Consiglio:

Ogni nemico ha una barra della salute, ma concentrarsi solo su quella non é sempre una buona idea, specie per le boss fight. Parare i colpi con tempismo perfetto, alternare attacchi, schivate e contromosse. In questo modo la barra della postura si riempirà rompendola e potrete infliggere un colpo mortale.

I boss hanno però più fasi e più di una chance per rimettersi in sesto, e lo stesso vale per Boss secondari.
Le prese non possono essere parate ed è fondamentale evitarle, invece gli affondi è possibile sia schivarli di lato al momento giusto ed eventualmente contrattaccare, oppure eseguire il parry che danneggia la postura. Le spazzate basse possono essere evitate balzando sul nemico, calciandolo e calando un fendente subito dopo.

In conclusione Sekiro: Shadows Die Twice è senza ombra di dubbio il gioco più estremo creato da From Software. Dopo oltre 60 ore e altro tempo dedicato al titolo, crediamo ancora di aver lasciato qualcosa in sospeso. C’è ancora molto da scoprire, e nel tempo probabilmente torneremo a parlare di Sekiro, ma siamo sicuri che abbiamo giocato ad un titolo grandissimo che da quel senso di soddisfazione: dal sistema di combattimento, alla rapidità e perfezione richiesta nelle battaglie, creano un fascino di uno stile inimitabile e un gusto per il dark fantasy in pieno stile FromSoftware.

 

Vota!
[I voti: 0 Media dei voti: 0]

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: