Il genio e la poesia di Van Gogh nell’interpretazione di Fabrizio Marchegiani

Oggi vogliamo presentare l’interpretazione di un grande genio immortale della pittura, un’anima inquieta e tormentata ma che ha saputo realizzare dei capolavori dell’arte famosi in tutto il mondo.

Vincent-van-Gogh-Autoritratto
Vincent Van Gogh, autoritratto

Fabrizio Marchegiani interpreta Vincent Van Gogh, l’artista olandese autore di quasi 900 dipinti, realizzati durante tutta la sua vita. Vincent Van Gogh fu molto disprezzato ai suoi tempi e solo dopo la morte le sue opere assunsero un grandissimo valore. Vincent era un uomo fortemente tormentato e con frequenti disturbi mentali e morì a soli trentasette anni.

Nonostante ora i suoi quadri siano considerati un patrimonio per l’umanità, apprezzati da collezionisti di tutto il mondo, in vita egli era estremamente povero e riuscì a venderne solamente uno, intitolato La vigna rossa.

Van Gogh nacque il 30 marzo 1853, i soggetti dei suoi quadri riguardavano principalmente autoritratti, paesaggi, nature morte, campi coltivati di grano e girasoli e la sua ispirazione era il realismo paesaggistico dei pittori di Barbizon. Vincent Van Gogh cominciò a dipingere non da giovanissimo ma ormai compiuti ventotto anni e come prima ispirazione prese a soggetto persone povere come i contadini e gli operai che frequentavano i luoghi dove viveva.

Per il suo stile artistico Van Gogh si è molto ispirato agli impressionisti soprattutto per quanto riguarda i colori delle sue opere.


Il personaggio rivive con l’impersonificazione di Fabrizio Marchegiani che lo rappresenta fedelmente nei suoi particolari con l’abbigliamento e lo stile tipico del famoso pittore. Gli scatti rendono molto bene la personalità dell’artista anche per la scelta delle ambientazioni che richiamano i luoghi dove Van Gogh visse.

Bisogna anche riconoscere che l’interpretazione di Fabrizio è molto singolare perchè si distacca dalla massa, essendo un costume unico nel suo genere.

Foto in copertina di Dvd Reporter Davide Di Lorenzo

Abbiamo fatto alcune domande a Fabrizio per scoprire ancora di più sulla sua interpretazione.

  • La tua interpretazione, pur essendo di un personaggio conosciuto da tutti, è molto diversa dalla massa quindi come hai avuto l’idea di rappresentare proprio Van Gogh?
Il mondo del cosplay mi ha sempre affascinato ed ero in cerca di un personaggio da scegliere, ho pensato che cosplay è un concetto che va oltre alla limitazione dei soli cartoni animati o manga, ed allora mi son detto: perché non fare Van Gogh? Anche perché credo e son convinto che il costume deve piacere in primis al suo cosplayer.
  • Bisogna riconoscere che hai proprio una certa somiglianza con Van Gogh, la scelta del personaggio è dovuta anche a questo motivo o non ha contato molto?
La somiglianza (notata in una foto fatta anni fa) ha sicuramente influito molto, il resto lo ha fatto la mia passione per l’arte.
  • Essendo come detto la tua interpretazione molto singolare, hai pensato di continuare sulla stessa strada e magari provare a sviluppare ancora di più il costume o hai altre idee per il futuro?
Di certo, essendo molto contento del riscontro che ho avuto negli eventi a cui ho partecipato, non è un personaggio che abbandonerò, anzi ho intenzione di renderlo ancora più unico con accessori ed idee ‘creative’. Sicuramente non sarà l’unico personaggio, sto già lavorando a più idee parallelamente (per fare un cosplay non basta l’idea, ma va tutto elaborato, provato, adattato)… Piccolo spoiler: farò Quasimodo del musical di Notre dame de Paris, dove prevedo di cantare le canzoni dell’opera e Aziraphale di Good Omes, dove penso di fare ali mobili e chissà forse anche una spada fiammeggiante…

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