Control – Un videogioco d’autore e da vivere!

Control è quello che cinematograficamente parlando sarebbe un film d’autore, quindi se ne può parlare così come si farebbe con il cinema, un’opera che tiene sempre presente un requisito fondamentale, ovvero la presenza di un autore, che scrive e dirige l’opera così da seguire la strada della propria visione. Sam Lake è uno di questi autori che in diverse occasioni ci ha dimostrato quanto il videogioco può avere una scrittura di spessore colma di sperimentazioni, oltre al divertimento.

Remedy si è fatta conoscere a noi nel 2001 con Max Payne, una storia noir e hard boiled dove s’integrava per la prima volta in un videogioco il bullet time (effetto Matrix) alternando una struttura da shooter in terza persona ad una narrazione di sequenze a fumetto.

Come non citare Alan Wake e dopo sei anni Quantum Break, azione ed avventura tramite viaggi nel tempo con una struttura narrativa simile ad episodi di una serie tv. Control è uno di quei titoli! Che sfugge al controllo dei canoni videoludici, un’opera matura e sperimentale di casa Remedy.

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La protagonista si chiama Jesse Fayden ed è impegnata a seguire le tracce del fratello Dylan, scomparso da anni in circostanze misteriose. Nelle stesse circostanze in cui è coinvolto il Federal Bureau of Control, un’azienda istituita del governo degli Stati Uniti d’America che studia fenomeni paranormali.

Saremo catapultati da subito nella sede del Bureau a New York, una struttura colossale che contribuisce a mettere in scena una narrazione psicotica, dove appena ci saremo addentrati potremo perderci in corridoi e “stanze arredate e al tempo stesso vuote”.

Vi è la presenza di un’oscura entità paranormale chiamata Hiss che ha preso il controllo della struttura e di tutti quelli al suo interno. Tutto sarà intricante e sempre più misterioso e le leggi della fisica verranno meno tanto per Jesse quanto per l’ambiente, mentre la trama si svilupperà in modo irregolare tra dialoghi e sequenze filmate, come appunti e registrazioni da trovare negli ambienti dell’agenzia. Il tocco dell’autore qui è evidente e lancia una sfida contro il giocatore per superare le strutture convenzionali di gioco in totale libertà.


Ma non sarà solo uno shooter in terza persona con l’arma da fuoco, dando un senso ruolistico al gameplay, sarà parte essenziale se non fondamentale anche l’utilizzo dei poteri telecinetici e anche della capacità di decodificare messaggi cifrati e ragionare per capire come arrivare ai titoli di coda.

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Con una libertà di esplorazione ed interazione con il particolare ambiente unico ed affascinante, che riesce a regalarci una svariata quantità di momenti d’azione frenetica.
Graficamente è una delle migliore esperienze degli ultimi tempi, dall’incredibile design alla quantità dei dettagli al suo interno, tutti rifiniti, con un’attenzione particolare alla simulazione della fisica.

Oltre all’arte e all’ispirazione che Control ci regala possiamo dire che questo sia uno dei videogiochi meglio di Remedy e che vale la pena giocare… Un capolavoro per chiunque sia capace di apprezzare ma soprattutto di vivere le storie ben scritte.

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