Da Resident Evil al Coronavirus in un attimo!

Noi amanti del genere horror/survivor siamo abituati ormai a vedere situazioni di epidemie sfociare in catastrofi. Una pandemia riuscirà sempre a far paura a tutti, compresi a noi videogiocatori ma a differenza dei comuni mortali noi siamo pronti e preparati ad un’apocalisse!

La cultura pop ha un ruolo ben preciso nel generare una determinata idea: film, serie tv, fumetti e videogiochi raccontano la fine di una società a seguito di un virus. Oggi vogliamo parlare di alcuni di quei videogiochi che in maniera geniale hanno raccontato di un mondo devastato dalle pandemie.

Pandemia e non morte hanno un collegamento sempre attuale e nel mondo del cinema e dei videogiochi questo tema è stato affrontato e rivisitato, in tutte le salse, e una delle migliori esperienze narrative, forse la più diffusa è ancora oggi quella degli zombie. L’immagine del non-morto è stata presentata numerosissime volte, ma è nel videogioco che trova un terreno dove svilupparsi in modi interessanti.


Resident Evil 2 Remake

Nella celebre saga di Resident Evil per esempio, i non morti arrivano dalla diffusione di un pericoloso virus che trasforma le persone infette in zombie, figli di un esperimento di cui si è perso il controllo. L’intramontabile serie Capcom, che oggi sta vivendo una seconda volta, ha inizio nel 1996 con leggendario primo capitolo, un passo fondamentale nella storia dei videogiochi che ancora oggi merita di essere vissuto.

Resident Evil riesce a raccontare la fine di un mondo ormai perduto, dove la pandemia diventa l’elemento centrale della storia narrata, con personaggi diversi ma con una storia che si incastra perfettamente nel racconto, i personaggi sono collegati tra di loro nell’indagine per arrivare a scoprire la verità sul perché il mondo stia per finire.

Resident Evil 2 Remake

L’attualità reale vede il Coronavirus protagonista della cronaca di tutti i giorni, questo virus non solo ha invaso intere località, ridotte in quarantena, ma ha anche invaso i media, canalizzando l’attenzione del mondo su di esso. Così nasce il parallelismo con i videogiochi ed in particolare nelle vicende di Resident Evil. Il virus che abbiamo davanti rappresenta qualcosa di ignoto, che sta anche facendo vittime e l’entità del fenomeno non è ancora chiara.

Parlando del Coronavirus che sta sconvolgendo l’intero pianeta, non si può non citare anche il videogioco The Last of Us. Uscito nel 2013, è stato un titolo capace di raccogliere giudizi positivi da parte del pubblico e critica, il gioco Naughty Dog riuscì ad affrontare le tematiche post apocalittiche in maniera umana nel migliore dei modi possibile.

The Last of Us

Nei panni di Joel, un uomo con un passato difficile, dovremo proteggere la piccola Ellie, una ragazza che possiede i geni per creare un antidoto capace di fermare l’infezione. The Last of Us è più di un videogioco con una storia di sopravvivenza, è anche un racconto sulla natura e i sentimenti umani in grado di toccare temi come la perdita, l’affetto e la speranza. Una storia unica degna di un film hollywoodiano e con una cura esemplare per i dettagli, che riesce a fare breccia nel cuore del giocatore e quest’anno arriverà infatti anche il secondo atto del titolo.

The Last of Us

Questi sono forse i due titoli più alti per descrivere in parte il momento storico che stiamo vivendo… Permettendomi un solo consiglio a voi tutti videogiocatori e lettori di Do it Nerd… Mirate sempre alla testa!

Salvatore Ricca
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Salvatore Ricca

Salvatore Ricca

Sono nato nel 1988, originario di Adrano, un paesino del Catanese. Grazie al mio percorso di studi presso l’Accademia Di Belle Arti Di Palermo, in Progettazione&Design ho sempre accolto l'Arte nella mia vita quotidiana, ritenendola una fonte d'ispirazione in grado di mantenermi vivo. La passione per i videogiochi mi accompagna sin da bambino, dall’età di 11 anni, una passione che muta nel tempo, continuamente, verso generi complessi e diversi anche se prediligo il genere Survival/Horror e il genere Fantasy... Quindi potete immaginare che bella infanzia! Cerco sempre l’arte anche attraverso i videogame ponendo attenzione al “termine”. Nel mio mondo un po’ strambo sono presenti il pensiero filosofico di Kandinsky e l’occhio per il particolare di Gustav Klimt! Nella mia vita amo essere una persona con una trasparenza stratificata, perché credo sia l’unico modo per poter vivere sperimentando e imparando ad ogni occasione che si presenta, arricchendosi sempre di qualche strato nuovo in più!

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