RESIDENT EVIL 3 REMAKE – Si torna per l’ultima volta a Raccoon City!

Già dai primi istanti del gioco abbiamo chiaro come Capcom abbia creato un titolo abbastanza movimentato

Infatti i primi passi sono spettacolari portandoci subito al centro dell’azione. La nostra Jill Valentine deve ancora fuggire da Raccoon City e ad aiutarla nell’impresa troveremo ancora Carlos Oliveira. I personaggi risultano descritti in modo profondo, con una caratterizzazione superiore a quella dell’originale.

Questo remake purtroppo taglia alcune delle fasi più iconiche del titolo originale portando l’esperienza di gioco ad essere poco longeva. L’intera campagna ha una durata di circa sei ore. Non è presente l’intera sezione della Torre dell’Orologio, così come la presenza di alcuni nemici e personaggi iconici e questo ha riscontrando della delusione tra i fan della saga.

Nonostante queste mancanze, il Remake del terzo capitolo sa farsi apprezzare soprattutto nel modo in cui la storia viene affrontata, grazie ai tanti documenti che approfondiscono il background narrativo. Il titolo assicura una buona rigiocabilità, infatti al termine della prima run saranno sbloccati le difficoltà aggiuntive, una serie di sfide che, una volta completate, vi daranno dei punti con cui acquistare costumi ed oggetti aggiuntivi.


Resident Evil 3 è un horror mascherato da action, come del resto lo era l’originale. Già all’epoca, RE3 aveva uno stile meno horror e più con una forte componente action. Vi consigliamo un livello di sfida maggiore, magari partendo subito in difficoltà estrema.

Il gioco vi obbliga a sparare e ad uccidere zombie, anche a causa dell’alto numero di presenze nelle zone in cui sono posizionati. In altri termini, fare scorta di colpi non sarà più così essenziale come in passato. Le sessioni con Carlos nel remake, sono state più approfondite rispetto all’originale. Nonostante l’approccio più action, mantiene le meccaniche tipiche della serie. Come la gestione di un inventario limitato, la possibilità di “combinare” oggetti o, ancora la risoluzione di puzzle ed enigmi (seppur in maniera molto limitata). Le meccaniche del remake permettono di equilibrare la natura del gioco, con un bilanciamento tra horror ed action.

Il Nemesis di Resident Evil 3 Remake ha una degna rappresentazione della sua copia originale. Fin dai primi momenti ci starà sempre alle calcagna come nelle lunghe e spaventose sessioni su PS1.

Al contrario di Mr. X, Nemesis può correre, saltare o utilizzare i suoi tentacoli per afferrarci o potenziare gli zombie circostanti. Tra l’altro, con l’avanzare della storia anche il suo arsenale diverrà sempre più potente, il Nemesis dunque ci convince a pieno. Sarà però una presenza costante solo nella prima metà dell’avventura, infatti, Nemesis apparirà solo in momenti scriptati della trama. Per quanto riguarda i boss, nel corso dell’avventura ne incontrerete anche altri.

Il comparto tecnico di Resident Evil 3 Remake rimane spettacolare, il Re Engine svolge a pieno il suo compito, presentandoci una Raccoon City dettagliata e con un sistema di illuminazione realistico. L’atmosfera post apocalittica è creata in modo impeccabile grazie a scie di sangue, auto in fiamme, vetrine spaccate. Un ottimo lavoro anche sulle animazioni facciali, che donano espressività ai volti di tutti i personaggi. Gli stessi zombie e non solo… sono pieni di particolari, come ferite, tagli e traumi.

Ovviamente un horror deve essere dotato anche di un buon sound design e anche qui, Capcom dimostra di sapere quel che fa. Con un paio di cuffie addosso è assicurato che il titolo assuma una forma ancora più horror. I passi degli zombie, i versi, lo scoppiettio del fuoco e i passi del Nemesis sono tutti effetti che immergeranno sempre di più, con una colonna sonora ben riuscita e composta da un mix di tracce inedite ed originali.


Punti di Forza
•Buona reinterpretazione personaggi/storia
•Componente action fedele all’originale
•Tecnicamente superbo

Punti di Debolezza
•Campagna breve
•Diversi tagli rispetto all’originale
•Il Nemesis per quanto valido è un’occasione sprecata a causa delle apparizioni scriptate

Salvatore Ricca
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Salvatore Ricca

Salvatore Ricca

Sono nato nel 1988, originario di Adrano, un paesino del Catanese. Grazie al mio percorso di studi presso l’Accademia Di Belle Arti Di Palermo, in Progettazione&Design ho sempre accolto l'Arte nella mia vita quotidiana, ritenendola una fonte d'ispirazione in grado di mantenermi vivo. La passione per i videogiochi mi accompagna sin da bambino, dall’età di 11 anni, una passione che muta nel tempo, continuamente, verso generi complessi e diversi anche se prediligo il genere Survival/Horror e il genere Fantasy... Quindi potete immaginare che bella infanzia! Cerco sempre l’arte anche attraverso i videogame ponendo attenzione al “termine”. Nel mio mondo un po’ strambo sono presenti il pensiero filosofico di Kandinsky e l’occhio per il particolare di Gustav Klimt! Nella mia vita amo essere una persona con una trasparenza stratificata, perché credo sia l’unico modo per poter vivere sperimentando e imparando ad ogni occasione che si presenta, arricchendosi sempre di qualche strato nuovo in più!

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