Rayman Rush, un bel ricordo da un’altra generazione di gaming!

RAYMAN RUSH (Al netto di Rayman M…)

Chi conosce bene Rayman saprà sicuramente a cosa mi riferisco, chi invece lo conosce, ma magari non così bene, proprio come me all’epoca, si aspetterà che io parli di un Platform. Beh non è esattamente così…

Ricordo che era il 2003 ed ero già in possesso di una PlayStation 2. I primi anni del nuovo millennio costituivano di fatto una “zona grigia” in cui uscivano titoli sia per la prima PlayStation che per la seconda. Un’amica di mia mamma venne a visitarla e le diede un pacchettino quadrato per me. Scartato il pacchettino trovai all’interno proprio Rayman Rush per la prima PlayStation.

Il gioco, sviluppato e pubblicato dalla Ubisoft, è a mio modesto parere davvero particolare perchè esce decisamente dalle linee guida tradizionali di Rayman. In Rush infatti si cerca di proporre un gioco di corse, sulla falsa riga di quel capolavoro che fu Crash Team Racing (CTR per i nostalgici…) che aveva costituito un pilastro della categoria, ma… senza alcun Go-Kart… non si tratta di corse con dei veicoli…

Infatti è un gioco di corsa a piedi, tipo la corsa ad ostacoli per intenderci. L’azione ed il dinamismo sono alla base di questo titolo. Molte sono le mappe disponibili, tutte straripanti di fantasia e ben realizzate dal punto di vista tecnico. I percorsi sono raggruppati in tre zone, ogni zona ha un livello di difficoltà crescente in termini di lunghezza e tortuosità delle piste. In ogni mappa infatti ci sono delle trappole ad interruttore, degli ostacoli, delle strisce per la velocità e delle scorciatoie, in modo da rendere sempre incerto l’esito delle corse. Le sfide proposte dal titolo per ogni mappa sono di carattere sportivo, come ad esempio la prova a tempo, la prova a bersaglio, in cui si deve sparare a delle farfalline azzurre o la “sfida lumi”, che consiste nel raccogliere lums gialli o la classica prova a campionato che consiste nel battere l’avversario nell’arco di tre giri.

L’obiettivo finale del gioco, non essendo presente alcun tipo di trama, è sostanzialmente sbloccare tutti i percorsi, tutti i personaggi e completare al 100% le sfide. Le differenti skins dei protagonisti aiutano il senso di completamento e rendono apparentemente migliore un roster di personaggi piuttosto scarso.


I personaggi sono globalmente otto e sono tutti derivanti dai vari capitoli della saga di Rayman. Tutti loro hanno il medesimo livello di velocità, lo stesso grado di salto e di agilità ed hanno la facoltà di sparare dei raggi di energia, molto utili se si vuole azionare l’interruttore di una trappola, se si vuole bloccare l’avversario e se si vuole vincere la modalità bersaglio. I comandi non risultano complicati, ma ammetto che siano piuttosto legnosi e la fisicità dei personaggi durante la corsa è decisamente troppo rigida: la sensazione durante il gioco è che siano fatti di metallo…

Entrare in sintonia con il gioco è quindi immediato, la progressione è molto semplice e lineare nel complesso, ma vi assicuro che terminarlo è una discreta sfida! Per completare con successo ogni corsa sono infatti necessari riflessi, memoria, precisione ed alcune volte persino strategia. Sicuramente è un gioco ripetitivo, ma non lo ritengo monotono… per l’epoca era normale…

A completare l’esperienza (piacevole…) ci pensa un mix ben condito di simpatia, colori, fantasia e di un buon bilanciamento globale. L’unica pecca effettiva, oltre ai già citati “comandi rigidi”, penso che sia la risoluzione grafica, sicuramente buona se si pensa ad un titolo della prima PlayStation.

In realtà questo capitolo non è altro che il “fratellino peggiore” di Rayman M, uscito un anno prima per PS2. Da questo eredita tutti i contenuti e la OST, ma bisogna ammettere che Rayman M sia migliore in ogni aspetto, soprattutto per il fatto che la modalità multiplayer arrivasse fino a 4 giocatori (in Rush solo 2…). Questa somiglianza, unita alla sovrapposizione temporale fra i due titoli, ha dato a Rush una fama negativa ed è considerato dai puristi uno dei pochissimi passi falsi per il franchise.

Ma ecco la mia esperienza. Io l’ho riscoperto tardi, 3 o 4 anni fa. Mi faceva rabbia e pena sapere che possedevo un gioco poco utilizzato e mai completato. Ho quindi inserito il disco con l’intenzione di portare il completamento fino alla fine. Ammetto anche di non essere particolarmente affezionato alla serie di Rayman (non odiatemi…), ma non ho timore di confessare che durante le fredde e nebbiose serate di quell’inverno (tipiche del paese in cui abito) al calduccio sotto una copertina, ho avuto modo di apprezzare questo capitolo. Mi ha tenuto compagnia offrendomi anche quelle strane sensazioni che provavo solo da piccolino, quando i giochi si comperavano senza vedere recensioni o senza reperire troppe notizie… di fatto è stato un “nuovo gioco” da utilizzare “a scatola chiusa”. Una cosa rara oggigiorno…

In ogni caso, digressione nostalgica a parte, il titolo è originale al punto giusto, solido a livello di gameplay e divertente ancora oggi, anche se l’invecchiamento si percepisce (e non poco…). Mi sento di consigliarlo a tutti quegli appassionati di Retro Gaming che cercano un titolo “differente” (anche se è la pecora nera della famiglia Rayman…), da gustarsi in tranquillità e senza nessuna pretesa: da provare!

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