V-Rally – Uno dei videogiochi capostipiti della sua categoria!

A metà anni ’90 la PlayStation 1 era in piena attività. L’ormai definita potenzialità delle console (ma in generale dei calcolatori) portò ad un’evoluzione notevole dei giochi di guida rispetto al passato. L’obiettivo divenne quello di offrire una simulazione realistica.

Il gioco più significativo di questo cambiamento è stato indubbiamente Gran Turismo, non a caso sottotitolato “The Real Driving Simulator”, uscito in Giappone nel 1997, che fu il capostipite della fortunatissima serie.

La filosofia centrale di Gran Turismo è da sempre “l’amore incondizionato per l’automobile”. Gli sforzi della Polyphony Digital diedero i frutti sperati, infatti produssero un simulatore appagante in tutto e per tutto. Le auto, in frenata, accelerazione e curva, rispondevano in modo decisamente realistico. Tecnica sublime condita con molte vetture, grafica eccezionale all’epoca (ricordate riflessi di luce sulle auto?) piste ben strutturate e svariati contenuti aggiuntivi. Cosa chiedere di più?

Senza entrare troppo nei dettagli, fu un boom, che inevitabilmente alzò l’asticella qualitativa di tutte le altre opere videoludiche circostanti.

I primi progetti dedicati al Rally

In ambito rallystico, un po’ più di nicchia se vogliamo, il pioniere di questo cambiamento fu senza dubbio Colin McRae Rally.

Nel 1998 Codemasters decise di avviare una collaborazione con Colin McRae, il leggendario campione del mondo rally nel 1995 prematuramente scomparso nel 2005, famoso per la sua guida aggressiva e sempre molto attento all’ambito videoludico.

La collaborazione fu sia pubblicitaria che tecnica, il gioco infatti mirava in maniera molto esplicita alla simulazione e necessitava dei pareri diretti di un pilota per il suo sviluppo.

Dal punto di vista del gameplay il gioco non offriva moltissimo in realtà, soprattutto se paragonato a Gran Turismo… La grafica ed il sonoro erano accettabili, ma approssimativi ed i veicoli erano pochi. Tuttavia, la fisicità delle auto ed il modo di guidarle nelle diverse ambientazioni, sbandando, usando il freno a mano, dosando il gas e il freno adeguatamente erano di primissimo livello. Anche i danni, le messe a punto e la sporcizia aumentavano il realismo dell’esperienza, che si distaccava dalla tendenza “arcade” dei titoli concorrenti.

Come sappiamo Colin McRae Rally divenne una sorta di Killer Application sulla prima PlayStation ed ancora oggi la Subaru Impreza Blu è legata simbolicamente a quella console, alla pari di Crash, Nemensis, Spyro e Jin Kazama (If You Know what I mean…).

V-Rally

Un altro brand molto noto, un pilastro di PlayStation 1 per ciò che riguarda il Rally, era V-Rally.

Il primo capitolo di V-Rally uscì nel 1997 e ne sentii parlare per la prima volta da un bambino che era in classe con me alle elementari. Ascoltavo con molta curiosità i suoi racconti durante le ricreazioni ed in mensa, in particolare le sfide tra lui ed il fratello. Gli si illuminavano gli occhi mentre parlava e con gli anni capii il perchè.

Partiamo dicendo che di fatto questo videogame ha una storia particolare. Nacque in un’epoca di forte cambiamento del settore, fu un discreto (ed inaspettato) successo commerciale, almeno in Europa e UK ed è poi diventato un cult in tempi più recenti.

Dal punto di vista del gameplay si sta parlando di un gioco marcatamente Arcade (del resto cosa ci si può aspettare da un videogame che in America era venduto come “Need For Speed V-Rally”?). Le vetture sono caratterizzate tutte da un’accelerazione non realistica, hanno una stabilità piuttosto limitata ed un comportamento sottosterzante. L’impatto iniziale, se non si è abituati, è quindi abbastanza traumatico e serve allenamento.

In realtà l’intento di rendere verosimile il comportamento di una macchina da corsa c’era e la ricerca di un barlume di simulazione era presente. Pare infatti che gli sviluppatori avessero interpellato il pilota di rally e campione del mondo Ari Vatanen per mettere a punto l’handling. Purtroppo il risultato non è stato un gran che… Non ci sono riusciti.

Le modalità presenti nel main-menu sono quattro e costituiscono un pacchetto standard di contenuti.

  • Arcade, simile all’odierno rally-cross: una gara su più giri contro altre vetture simultaneamente, l’obiettivo è attraversare i vari checkpoint sul tracciato prima dello scadere del tempo stabilito.
  • Championship, praticamente come la precedente modalità ma senza limiti di tempo.
  • Time Trial, per stabilire e battere record sulle nostre piste preferite, ed è presente anche il ghost.
  • Modalità versus, giusto menzionare anche la modalità versus, ideale per divertirsi in compagnia.

Le sportellate sono assicurate!!!

Parliamo ora delle auto. La stagione rallystica del 1997 è particolarmente degna di nota dal punto di vista storico e sportivo perchè è stata quella di debutto delle World Rally Cars (le tanto nominate WRC). V-Rally di fatto è tra i primissimi videogames che permettevano di utilizzare queste inedite vetture (una cosa estremamente positiva all’epoca…).

Unitamente alle quattro vetture WRC disponibili (Subaru Impreza, Mitzubishi Lancer, Toyota Corolla e Ford Escort) è presente anche un discreto elenco di Kit-cars, vetture meno competitive, ma molto di moda all’epoca ed in totale si contano 11 veicoli (non molti).

Per mantenere un’alta affinità con il campionato del Mondo 1997, il gioco ne ripercorre le tappe, sono disponibili 8 location, dalla neve di Montecarlo al deserto del Safari. L’offerta è varia, ma non si ha la sensazione di cambio di aderenza sulle differenti superfici, in generale infatti il grip resta il medesimo… Peccato.

Le piste sono solitamente dei circuiti chiusi su cui fare qualche giro. Non sono presenti bug e la sensazione che si prova giocando è di generale solidità, tutto sommato il risultato finale è positivo.

Dal punto di vista grafico il gioco era sicuramente all’altezza della concorrenza, soprattutto se si pensa ad alcuni titoli di fine anni ’80 ed inizio anni ’90.

Il tempo purtroppo è passato ed oggi lo stile dei disegni risulta (piacevolmente) “caricaturale” e strappa un sorriso, in ogni caso se si contestualizza il gioco al 1997, tutte le vetture (che presentano livree ufficiali!!!) e le ambientazioni delle tappe non sono di basso livello, quindi si nota chiaramente l’impegno degli sviluppatori.

Peccato invece per il sound, esclusa la OST “rockeggiante” c’è ben poco da salvare. Il rombo dei motori è identico a prescindere dal modello di auto selezionato… un peccato. Bisogna tuttavia ricordare che l’aspetto sonoro nei giochi di guida non è stato di primaria importanza fino alla metà degli anni 2000… in certi casi anche dopo…

Il gioco è sicuramente diventato un’icona nel corso della storia e penso che meriti rispetto a prescindere da tutti i possibili difetti venuti alla luce col passare del tempo (col senno del poi sono bravi tutti…). Inoltre, in piccolo, ha fatto la sua parte nell’evoluzione tecnica dei titoli di guida.

Io personalmente l’ho comprato molti anni dopo, nel 2017. Ho trovato un esemplare coperto di polvere in un angolo di un negozio vintage. Memore delle storie del mio compagno di classe, mi sono sentito in dovere di “salvarlo” ed è diventato mio per pochi spiccioli… Dopo averlo provato per qualche ora, devo ammettere che l’aspettativa è stata soddisfatta e che è davvero interessante.

La ventata di anni ’90 è totale e, dopo un inevitabile impatto iniziale, l’intrattenimento è assicurato. È uno di quei giochi che, fa tornare bambini!

Sono più che sicuro che chi lo giocò all’epoca dell’uscita conservi un caro ricordo di questo titolo. Purtroppo divenne obsoleto (dal punto di vista tecnico) molto presto. Era davvero “troppo arcade” per sopravvivere al cambio generazionale (e di paradigma) imposto da Colin McRae Rally nel 1998. Per questo motivo è un po’ come se V-Rally fosse rimasto confinato in una bolla temporale, nel 1997, uno degli ultimi giochi di rally “old-school”.

A questo punto solitamente cerco di consigliare il gioco a qualcuno. In questo caso non è così facile dirlo.

Mi sento di indicarlo solo a giocatori collezionisti, a quelli che sono affezionati al brand V-Rally (e sanno di cosa ritratta…) ed a tutti quelli che riescono ad apprezzare il retrogaming nella sua purezza.

Chi non è in grado di apprezzare il valore di questi giochi del passato (lecitamente, per carità!), potrebbe rimanere fortemente deluso…

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