
Akira Toriyama nella Will Eisner Comic Awards Hall of Fame. Tutti i fattori che lo hanno reso un genio rivoluzionario
Akira Toriyama da Hall of Fame
Non che ci fosse bisogno di ulteriori conferme e riconoscimenti per celebrare e riconoscere il genio di Akira Toriyama, ma l’ingresso ufficiale del sensei nella Will Eisner Comic Awards Hall of Fame è l’ennesimo meritato omaggio ad uno dei grandissimi del mondo del fumetto giapponese. Potremmo parlare per ore dell’impatto di Toriyama, della comicità di Dr Slump e Arale, di come DragonBall abbia rivoluzionato non soltanto il panorama dello shonen, ma anche l’editoria giapponese aprendola al mondo intero e dando vita ad un fenomeno culturale leggendario. Per motivi di spazio, ci limitiamo a ricordare solo alcuni dei tanti motivi che hanno reso il maestro unico nel suo genere.

La meraviglia della semplicità
C’è chi, certamente, a primo impatto sarà rimasto colpito dal character design di Toriyama, bizzarro e certamente distintivo e caratteristico. Eppure, è probabilmente la maestria del sensei nella gestione delle tavole e dei tempi della narrazione, nel rendere la lettura del fumetto così scorrevole e alla portata di tutti, rapida, dinamica, e comprensibile ad aver reso le sue storie così appetibili al pubblico prima ancora di qualsiasi altra cosa. Il capolavoro può risiedere anche tra semplicità, pochi fronzoli, e quel pizzico di pigrizia da sempre associata al genio del papà di DragonBall che lo ha portato spesso a semplificare sino al massimo il lavoro, trasformandosi in uno dei suoi più grandi punti di forza: una straordinaria immediatezza.
La rivoluzione del Super Saiyan
Oggi aumenti dei livelli di forza sulla base delle emozioni, evoluzioni straordinarie e trasformazioni anche estetiche sono uno dei grandi cliché negli shonen. Così non era prima di DragonBall. C’è un prima, e un dopo quel mitico capitolo entrato diritto tra quelli più rivoluzionari della storia del manga. Già solo questa intuizione, basterebbe per inserire DragonBall tra i pilastri del fumetto giapponese, e con lui il suo autore.
Un modo unico di raccontare il male
I riflettori in DragonBall sono spesso sugli eroi, ma è soprattutto nel racconto del male che Toriyama ha mostrato una visione unica. Sia dal punto di vista estetico (il meglio di sé lo ha dato con cattivi dai design grotteschi, non sempre imponenti fisicamente, ma raggelanti nella loro malignità) che dal punto di vista dei sentimenti. Freezer (Frieza) è diventato l’emblema dell’antagonista perfetto: cattivo visceralmente, senza remore, spiegazioni o redenzioni. Il male più puro come unica peculiarità e tratto.
Per tutti questi motivi, e molti altri, Toriyama è senza dubbio da Hall of Fame.
Domande per te:
Qual è il tuo aspetto preferito dei fumetti di Toriyama?
Quale delle sue opere preferisci?
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