
Coraline nasconde più segreti di quanti pensi: maglioni cuciti al microscopio, accordi “DEAD” al piano e un finale ancora dibattuto.
Tutti i dettagli nascosti di Coraline che non sai
Se pensi di conoscere Coraline a memoria, fermati un attimo. Dietro ogni fotogramma di questo capolavoro stop-motion si nasconde un livello di dettaglio quasi ossessivo, e più lo guardi più trovi. Preparati: qui sotto trovi tutte le chicche più succose, verificate una per una, da vera fan del bottone-negli-occhi.
Il lavoro artigianale che ha del folle
Partiamo dalla base: niente in questo film è “veloce”. Il maglione blu a stelle di Coraline non è plastica né stoffa rigida, ma un vero capo lavorato a maglia dall’artista in miniatura Althea Crome, che ha usato aghi sottili come capelli lavorando sotto un microscopio per mesi.
E i fiori di ciliegio nel giardino dell’Altro Mondo? Migliaia di veri pop-corn scoppiati, raffreddati e dipinti a mano uno per uno di rosa. Anche gli agenti atmosferici sono fatti a mano: la neve è una miscela di colla industriale e bicarbonato, mentre la pioggia è gelatina trasparente fotografata un fotogramma alla volta mentre scivola. Persino le scarpette minuscole di Bobinsky e della bambola richiedevano un materiale in pelle ultrasottile, l’unico capace di piegarsi in modo realistico a quella scala.

Easter egg per veri detective
Qui viene il bello. Nella scena della frittata, il tuorlo che scivola nella scodella assume per un istante la sagoma di Jack Skeletron: un omaggio diretto di Selick a Nightmare Before Christmas, il suo film precedente.
E a proposito di Nightmare: il gatto nero di Coraline viene spesso avvicinato al Black Cat che compare in una scena all’inizio del film di Burton/Selick, tanto che online c’è chi giura si tratti dello stesso personaggio. In realtà i due felini non sono ufficialmente collegati, ma la somiglianza stilistica (e la firma di Selick dietro entrambi) alimenta la teoria da anni. Coraline viene anche spesso confusa con un film di Tim Burton proprio per queste atmosfere gotiche in comune con Frankenweenie, anche se Burton non ha avuto alcun ruolo nella produzione.
E ancora: sulla banconota da un dollaro che Coraline dà ai traslocatori non c’è George Washington, ma il volto del regista Henry Selick. La macchia di salsa rossa sulla camicia del padre, che ha fatto impazzire il web con teorie inquietanti, è in realtà il resto di una scena tagliata con un robot da cucina impazzito.
La colonna sonora nasconde più di quanto senti
Il coro suggestivo di Bruno Coulais non canta in francese, ma in una lingua totalmente inventata (grammelot), pensata apposta per farti sentire qualcosa di familiare ma incomprensibile.
I They Might Be Giants avevano scritto ben 10 canzoni per il film, tutte scartate perché “troppo allegre” per il tono horror scelto: è sopravvissuta solo la canzone che l’Altro Padre suona al piano. E qui il dettaglio più inquietante: ogni volta che nel testo viene pronunciato “Coraline”, gli accordi suonati formano la progressione Re-Mi-La-Re, che in inglese si legge letteralmente “DEAD”. Il brano, tra l’altro, è un vero avvertimento in codice: versi come “carina come un bottone negli occhi” o “sarà sempre sotto i nostri occhi” anticipano le reali intenzioni dell’Altra Madre, ma Coraline non se ne accorge mai.
Personaggi con più segreti di quanto pensi
Miss Spink e Miss Forcible non sono sorelle: è lo stesso Neil Gaiman a confermare su Tumblr che sono sempre state scritte come una coppia. Curiosità nella curiosità: in alcune traduzioni, come quella italiana del libro, un traduttore ha aggiunto la parola “sorella” che nel testo originale non esisteva. Nella scena in cui viene cucita la bambola-spia, inoltre, spuntano dei puntaspilli con ciuffi di capelli rosa, biondi e grigi, identici a quelli di Miss Spink, Miss Forcible e della nonna di Wybie.
E i traslocatori con il camion “Ranft Brothers”? Un tributo a Jerome Ranft, scultore del film, e a Joe Ranft, storico animatore Pixar scomparso poco prima dell’uscita.
Chiudiamo con un mistero mai risolto: molti fan sostengono che nel finale il volto della “vera” madre di Coraline conservi un tratto dell’Altra Madre, teoria mai confermata ufficialmente ma che continua a far discutere.
E per finire, un pezzo di storia: nel 2015 LAIKA ha messo all’asta i pupazzi originali, con l’Altra Madre venduta per 50.000 dollari e un maglione di Coraline per 25.000.
Domande per te:
Secondo te il finale di Coraline è davvero un lieto fine, o pensi anche tu che qualcosa dell’Altro Mondo sia rimasto con lei?
Ti sei mai accorta/o dell’accordo “DEAD” nascosto nella canzone dell’Altro Padre prima di leggerlo qui?
Quale di questi dettagli ti ha stupito di più: quelli tecnici sulla lavorazione artigianale o quelli nascosti nella trama?
Scrivicelo nei commenti.
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