Quante donne dirigono davvero a Hollywood nel 2026? Dati, numeri e storie vere sul gender gap tra registe: da Greta Gerwig a Patty Jenkins.

Perché a Hollywood le registe restano una minoranza: la questione del gender gap

Se pensavi che dopo Barbie le cose fossero cambiate per sempre, ti tocca ricrederti. I dati più recenti raccontano l’esatto contrario: nel 2025 le donne registe hanno diretto solo il 13% dei 250 film di maggior incasso, tre punti in meno rispetto all’anno prima. Secondo l’USC Annenberg Inclusion Initiative, su 111 registi dei 100 film campioni d’incassi, appena 9 erano donne. Il livello più basso degli ultimi sette anni. Altro che parità: è un vero passo indietro.

Il “soffitto di celluloide” non si è ancora rotto

Da quasi trent’anni il Celluloid Ceiling Report dell’università di San Diego fotografa la situazione delle donne dietro la macchina da presa, e la storia che racconta è quella di un gender gap testardo. Nel 1998 le registe erano il 9%, oggi siamo di poco sopra quella cifra. Il picco del 2023, spinto dal trionfo di Barbie, si è già sgonfiato: un successo enorme come quello di Greta Gerwig non basta a spalancare le porte a tutte le altre. Coralie Fargeat, Halina Reijn e poche altre restano, come dicono gli studiosi, “eccezioni, non la regola”.

Il pay gap: quando dirigere un blockbuster non basta

Non è solo questione di quante donne lavorano, ma anche di quanto vengono pagate. Prendi Patty Jenkins: per il primo Wonder Woman, un film da 822 milioni di incasso, guadagnò circa 1 milione di dollari. Per il sequel, dopo mesi di trattativa, arrivò a 7-9 milioni, diventando la regista più pagata della storia fino a quel momento. Un traguardo storico, certo, ma anche la prova che senza un successo clamoroso alle spalle, per una donna negoziare alla pari con Hollywood resta un’impresa.

Anche Greta Gerwig, oggi tra le regine del box office, ha ammesso di aver avuto paura di chiedere troppo, temendo che negoziare potesse costarle il film stesso. Non è un caso isolato: le ricerche sulla negoziazione salariale mostrano che le donne che chiedono compensi più alti vengono spesso giudicate “meno simpatiche” rispetto agli uomini che fanno lo stesso.

Uno sguardo nel mondo (e qualche buona notizia)

Non tutti i paesi sono uguali. Nel Regno Unito le registe sono ormai il 32% del totale, un balzo enorme in dieci anni. In Giappone e India restiamo invece sotto il 5%.

E nei festival indipendenti l’aria è diversa: al Sundance 2026 il 63,6% dei film in concorso nella categoria drammatica statunitense è diretto da donne. Segno che, quando gli spazi sono più aperti, il talento femminile non manca di certo: manca solo chi gli dà fiducia.


Domande per te:

Ti sei mai accorto/a, guardando i titoli di coda di un film, se dietro c’era una regista donna?

Secondo te basta un successo come Barbie per cambiare davvero le regole del gioco a Hollywood?

Conosci qualche regista donna emergente che meriterebbe più visibilità?

Scrivicelo nei commenti.

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