
Franco Devescovi ci ha lasciato negli scorsi giorni, il ricordo di un grandissimo del fumetto italiano
L’eredità di Franco Devescovi
Il mondo del fumetto italiano è certamente più povero dopo la notizia della scomparsa di Franco Devescovi, che in oltre mezzo secolo di lavoro si è imposto come uno degli illustratori e disegnatori più apprezzati del panorama nazionale e non solo. Resta, però, l’immensa passione, la sua provvidenziale attenzione al dettaglio e alla cura maniacale di ogni aspetto, il tratto versatile capace di adattarsi ad ogni tipo di storia, dalla più divertente a quella più drammatica e avventurosa. Restano, ovviamente, i tanti personaggi che ha contribuito a rendere leggendari.

Dagli inizi alla Bonelli
Il fumettista triestino, classe 1943, ha iniziato a farsi largo nel mondo del fumetto collaborando, dal 1969, con la Casa editrice Universo e le riviste Il Monello e Intrepido. Da allora, non si è più fermato e in oltre mezzo secolo ha toccato generazioni ed intere ere del fumetto italiano (basta pensare alla parentesi al Corriere dei ragazzi, altro mito) e di artisti del nostro panorama nazionale.
E’ però il lavoro in Bonelli quello per cui è soprattutto ricordato: nel 1990 iniziò la collaborazione con la Sergio Bonelli Editore, che oggi lo ricorda affettuosamente. Ha collaborato a serie iconiche come Zagor e Tex, ma il suo nome è soprattutto legato a quello di Martin Mystère, di cui ha illustrato alcune delle storie più amate dai lettori, da Necronomicon a La scure incantata, solo per citarne alcune.
E’ doveroso l’omaggio ad un grande del fumetto italiano che, come ricordato dalla stessa Bonelli, lascia una eredità artistica destinata a durare nel tempo, e a restare indelebile nelle opere realizzare in oltre mezzo secolo di lavoro. Più di tutto resterà la sensibilità artistica, e la delicatezza della sua matita, capace di mettere sul foglio e rendere reali, personali, visibili, anche i sentimenti più nascosti dell’animo umano.
Domande per te:
Quale lavoro di Devescovi preferisci?
Che cosa ti ha lasciato la sua arte?
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