
Dal pilot finanziato dai giganti del marketing alla creatrice cacciata, fino a Lauren Graham pagata “in amore”: i segreti di Gilmore Girls che cambiano tutto.
Gilmore Girls era una serie finanziata da Procter & Gamble
Partiamo subito con il colpo basso: il pilot di Gilmore Girls, Una mamma per amica per chi è cresciuto in Italia, fu sviluppato grazie ai soldi della Family Friendly Programming Forum, una coalizione di oltre 40 grandi inserzionisti americani tra cui Procter & Gamble, General Motors, AT&T, FedEx e Johnson & Johnson.
Aziende che, stanche di pubblicizzare i loro prodotti durante show con sesso e violenza, donarono quasi un milione di dollari alla WB per finanziare serie “adatte alle famiglie”.
Gilmore Girls fu il primo show a mandare in onda con quei fondi. La stessa Lauren Graham, quando lo scoprì, ammise: “Mi ha reso così nervosa… Sarei stata più tranquilla se si fosse chiamato il Dysfunctional Family Friendly Forum.”
Amy Sherman-Palladino, dal canto suo, non li sentì mai: “In cinque anni non ho mai avuto loro notizie. Non li ho mai visti. Ho cercato di mandargli una tazza di caffè a Natale, non riuscivo a trovarli.”
E questo è solo uno dei segreti che ruotano attorno alla serie più amata di sempre.
Luke non esisteva e Sookie era lesbica
La storia dello show comincia da un pitch fallito. Sherman-Palladino era in riunione alla WB per presentare un’altra serie, quella non interessò a nessuno. Quando le chiesero se avesse altro, rispose che aveva “una cosa su una madre e una figlia che sono più amiche che madre e figlia.”
La WB disse sì seduta stante. Uscendo, Amy disse al suo manager: “Non so cosa sia questo show. Non ho niente di più.”
E poi: Luke Danes non era nello script originale. Il diner era gestito da un personaggio di nome Daisy, donna. Fu la WB a chiedere un personaggio maschile. Daisy diventò Luke.
Allo stesso modo, Amy voleva che Sookie fosse lesbica, ma gli studios degli anni 2000 erano contrari. Rimase etero, e sposò Jackson.

Il sistema narrativo che puniva le donne
Questo è il nodo che i fan dibattono ancora oggi. Guardate il pattern: ogni volta che una donna diventa sessualmente attiva viene punita (ricordiamo tutti il terribile sfogo di Paris non accettata all’università).
Rory fa sesso solo una volta, con Dean ormai sposato, mentre con tutti gli altri la relazione sfuma o svanisce.
Eppure Sherman-Palladino insiste che lo show sia femminista. “Trovo assurdo dire che non lo sia. Non so cosa stessero guardando.” Legittimo avere opinioni diverse.
Amy Sherman-Palladino cacciata dalla sua stessa serie
Dopo sei stagioni, la creatrice dello show, quella che aveva scritto 51 episodi e ne aveva diretti 15, lasciò Gilmore Girls per una disputa contrattuale con la neonata rete CW. La CW disse che era una questione di cachet. Palladino disse di aver bisogno di più sceneggiatori, di una pausa e di un’ottava stagione per chiudere le trame come si deve.
Risultato: la settima stagione, senza di lei, fu un disastro. Amy non la guardò mai. Quando Netflix le propose il revival nel 2016, chiese agli amici di raccontarle cosa era successo.
Il paradosso finale? Quelle quattro parole iconiche con cui si chiude A Year in the Life (Mamma, sono incinta) erano le stesse che aveva pensato come finale originale della serie. Glielo avevano soffiato, e ci volle Netflix per restituirglielo.
Il produttore che fece causa a Warner Bros. per 45 milioni
Non finisce qui. Il produttore esecutivo Gavin Polone intentò una causa contro Warner Bros. Television, The WB e The CW, accusandoli di “self-dealing a tutti i livelli.” Un audit indipendente sostenne che i profitti erano stati sottostimati di 45,5 milioni di dollari attraverso accordi di licenza sotto mercato e spese non ammissibili.
Nel mondo reale, una serie di successo che genera un deficit di 53 milioni dopo sei stagioni è una cosa che si chiama con un nome preciso. Polone usò la parola “frode.”
Netflix, lo streaming e Lauren Graham pagata “in amore”
Gilmore Girls è su Netflix da oltre dieci anni. È stabilmente tra gli show più visti sulla piattaforma. Nel marzo 2025, Lauren Graham è apparsa da Jimmy Kimmel e ha rivelato la verità: “Non ci sono davvero residuals su Netflix. Ma sono stata pagata in amore e apprezzamento.”
Sì esatto, la nostra Lorelai non ha mai visto un soldo.
Kimmel non ci credeva: “Non riesco ancora a credere che non prendi residuals.” E Graham: “Non parliamone più! Sono nei guai.”
Per il revival del 2016, lei e Alexis Bledel guadagnarono 750.000 dollari a episodio, 3 milioni totali.
Per i 153 episodi originali che girano su Netflix ogni giorno? Amore. Solo amore.
Domande per te:
Sapevi che il pilot era stato finanziato da un consorzio di grandi brand?
Ti ha sorpreso scoprire che Luke non era nel copione originale?
E soprattutto: pensi che Gilmore Girls sia davvero una serie femminista o la storia dei suoi finanziamenti racconta qualcosa di diverso?
Scrivicelo nei commenti.
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