
Goodbye, Lara è l’anime 2026 di Kinema Citrus che reinventa la Sirenetta in chiave moderna. Trama senza spoiler, origini della fiaba, Disney, live action e Ponyo a confronto.
Goodbye, Lara: se ami la Sirenetta, questo anime ti spezzerà il cuore (in senso buono)
Ok, fermati un attimo. Se sei qui è perché il nome “Lara” e la parola “sirena” nella stessa frase ti hanno fatto scattare qualcosa dentro, giusto? Lo capisco benissimo, perché è successo anche a me.
Goodbye, Lara (in originale さよならララ, Sayonara Rara) è la nuova serie anime originale firmata Kinema Citrus, lo studio che quest’anno festeggia il suo quindicesimo compleanno regalandosi (e regalandoci) una delle reinterpretazioni più delicate e moderne della fiaba di Andersen che si siano viste negli ultimi anni.
È partita il 6 luglio 2026 su Tokyo MX e in contemporanea su Crunchyroll, e onestamente, se sei una fan storica della Sirenetta in tutte le sue forme, ti consiglio di metterti comoda perché qui c’è tanta roba succosa da scoprire.
Di cosa parla Goodbye, Lara (senza rovinarti nulla)
Partiamo dalle basi, senza spoiler perché lo sappiamo: le vere appassionate vogliono scoprire tutto con i propri occhi. Lara è una principessa sirena, figlia amatissima del Re del Mare, cresciuta insieme alle sue sorelle in un regno sottomarino dove tutto sembra perfetto tranne una cosa: a Lara è proibito avvicinarsi al mondo degli umani. E indovina un po’?
È proprio quello il mondo che la affascina di più. Tra oggetti umani nascosti come tesori e una curiosità che non riesce proprio a tenere a bada, Lara finisce per intrecciare la sua vita a quella di un principe umano, un amore che la sua famiglia considera proibito.
Da qui la storia prende una piega tutta sua, diversa dal classico che conosciamo: succede qualcosa che la trasforma e la fa scomparire nel mare, per poi farla rinascere circa duecento anni dopo, in epoca moderna, sulle rive del Lago Biwa in Giappone. E qui la vera domanda dell’anime diventa: cos’è davvero l’amore, quando lo scopri di nuovo da capo, in un mondo che non conosci più?
Quello che colpisce fin dal primo episodio è la cura visiva: un’animazione che tanti fan e critici hanno paragonato all’atmosfera di uno Studio Ghibli, con momenti dell’apertura disegnati addirittura in cel animation tradizionale. Un dettaglio che, se ami l’estetica oltre alla trama, ti farà venire i brividi.

Le origini: la fiaba di Andersen che ha fatto sognare generazioni
Prima di innamorarci di Ariel o di Lara, però, c’era lei: la Sirenetta di Hans Christian Andersen, pubblicata nel lontano 1837. E te lo dico subito, se hai in mente solo la versione Disney, preparati a uno shock: la fiaba originale è molto più cupa e malinconica. La piccola sirena non ottiene un lieto fine scontato, il prezzo che paga per amare un umano è altissimo, e il finale è pieno di sacrificio più che di gioia.
È una storia che parla di identità, di appartenenza e del desiderio (spesso doloroso) di diventare qualcun altro per amore. Goodbye, Lara recupera proprio questo spirito più adulto e riflessivo, allontanandosi dalla favola edulcorata per riportarti più vicino al tono originale di Andersen.
Il cartone Disney: quella Sirenetta che ci ha fatto sognare tutte
Poi, nel 1989, è arrivata lei: Ariel, la Sirenetta Disney che ha ridefinito un’intera generazione. Con “Parte del tuo mondo” cantata a squarciagola davanti allo specchio, Ariel ha trasformato una fiaba tragica in una favola di emancipazione e sogni da inseguire. Il finale è stato completamente riscritto per essere positivo, il cattivo (Ursula) è diventato iconico quanto la protagonista, e da quel momento “sirenetta” è diventata sinonimo di capelli rossi e conchiglie viola. Se sei cresciuta con questo film, capisci benissimo quanto pesi il confronto ogni volta che esce una nuova sirena sullo schermo.
Il live action e le altre reinterpretazioni recenti
Più di recente, Disney ha riportato la storia sul grande schermo in versione live action, riaccendendo il dibattito (e le polemiche sui social) su casting, canzoni nuove e fedeltà al cartone originale. È stato uno di quei film capaci di dividere il fandom a metà, tra chi ha amato l’aggiornamento e chi avrebbe preferito restare fedele al 1989. Ed è proprio in questo contesto di continue reinterpretazioni che Goodbye, Lara si inserisce con una proposta diversa: non un remake, ma una storia originale che usa la fiaba come punto di partenza, non come copione da seguire pedissequamente.
Ponyo e le altre sirene che hanno lasciato il segno
E se stai pensando “ma quindi è come Ponyo?“, la risposta è: non proprio, ma il legame c’è. Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki (2008) è un’altra rilettura libera della Sirenetta, più fiabesca e infantile nel tono, con una protagonista pesce che sogna di diventare umana per amicizia più che per amore romantico. Goodbye, Lara condivide con Ponyo quella sensibilità giapponese verso il mare e la trasformazione, ma il registro è decisamente più maturo e malinconico, più vicino ad Andersen che allo Studio Ghibli di Ponyo. Ci sono poi decine di altri adattamenti, da opere teatrali a balletti, da serie TV a manga, che dimostrano quanto questa storia continui a ispirare artisti in tutto il mondo, generazione dopo generazione.
Domande per te:
Anime, fiaba originale o versione Disney: quale preferisci?
Ariel, Lara o Ponyo: quale mare ti emoziona di più?
Cartone del 1989 o live action: da che parte stai?
Lara ti ha già conquistato?
Scrivicelo nei commenti.
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