Malorie, il sequel di Bird Box: dove eravamo rimasti, di cosa parla il libro, la nostra recensione e tutto sul possibile film Netflix.

Malorie di Josh Malerman: il seguito di Bird Box che dovevi leggere

Se hai amato Bird Box, il libro o il film con Sandra Bullock, poco importa, c’è una buona notizia che forse ti sei perso: Josh Malerman ha scritto un seguito. Si chiama Malorie, porta il nome della protagonista, e in pochi ne parlano quanto meriterebbe. Rimediamo subito.

Dove eravamo rimasti: un ripasso veloce di Bird Box

Partiamo dall’inizio, perché rituffarsi in questo mondo senza un ripasso rischia di lasciarti spaesato. In Bird Box il mondo finisce come pochi se lo erano immaginato: non bombe, non virus, ma qualcosa che nessuno può descrivere perché chiunque lo guardi impazzisce all’istante, fino ad arrivare a gesti estremi. L’unica difesa è non guardare mai fuori. Mai.

Malorie, incinta quando tutto crolla, si ritrova a crescere due bambini, Boy e Girl, senza nemmeno un nome vero, per non affezionarsi troppo in un mondo che può portarteli via da un momento all’altro, bendata, sempre in allerta, sempre pronta a scappare. Il romanzo si muove su due binari temporali: il presente, un viaggio disperato in barca lungo un fiume, bendati, fidandosi solo dell’udito; e il passato, i mesi convulsi vissuti in una casa piena di sconosciuti diventati famiglia per necessità. Un libro claustrofobico, nervoso, che non ti lascia respirare. Ecco, Malorie riparte esattamente da lì, anzi, da molto più avanti.

Di cosa parla Malorie, il libro

Sono passati dodici anni. Malorie non è più la donna terrorizzata e sola del primo libro: ha costruito una vita, per quanto surreale, insieme ai suoi ormai adolescenti, che oggi si chiamano Tom e Olympia, non più “Boy” e “Girl”. Vivono in un ex campo estivo, isolati, protetti da regole ferree che Malorie impone senza sconti: bendati sempre, niente sguardi, niente eccezioni.

Il problema è che i figli sono cresciuti, e con loro la voglia di libertà. Tom è curioso, ribelle, vuole capire le creature invece di limitarsi a temerle. Olympia sogna un mondo diverso da quello che conosce.

E poi arriva l’evento che manda tutto in frantumi: un censitore si presenta al rifugio con una lista di sopravvissuti, e su quella lista ci sono due nomi che Malorie credeva persi per sempre. Da lì parte un viaggio pieno di rischi, in un mondo dove le creature, a quanto pare, sono cambiate, e qualcuno le sta persino studiando con intenzioni tutt’altro che rassicuranti.

La recensione: vale la pena leggerlo?

Diciamolo subito: Malorie non ha l’effetto sorpresa del primo libro. Non poteva averlo, sapevamo già come funziona questo mondo, sapevamo delle bende, delle creature invisibili, della paura come stato costante. Ma Malerman gioca bene le sue carte, spostando il centro del racconto: se Bird Box era il romanzo della sopravvivenza pura e semplice, Malorie è quello della sopravvivenza che comincia a starti stretta.

Il conflitto tra Malorie e i suoi figli è la vera spina dorsale del libro, e funziona perché è un conflitto onesto: lei ha ragione a essere prudente, loro hanno ragione a voler vivere davvero. Non c’è un cattivo facile da odiare qui dentro, solo persone che vedono lo stesso pericolo in modo diverso. La tensione resta alta per gran parte della storia, anche se il ritmo cala un po’ nella parte centrale, dove il romanzo indugia più sui dubbi interiori di Malorie che sull’azione.

Chi cercava lo stesso identico terrore claustrofobico del primo libro potrebbe restare leggermente deluso: qui c’è più spazio, più mondo, più speranza, anche se una speranza sempre sul filo del rasoio. Ma se lo prendi per quello che è, un romanzo sulla maternità sotto pressione e su cosa significhi davvero proteggere qualcuno, Malorie ti resta addosso. Voto: consigliato, soprattutto a chi ha amato la prima parte della storia e vuole sapere come va a finire (o come continua, perché di finale vero e proprio non si può parlare).

Ci sarà un film? Ecco cosa sappiamo

Qui le cose si complicano un po’, e vale la pena fare chiarezza perché in rete gira parecchia confusione. Già nel 2020, poco dopo l’uscita del libro, Josh Malerman aveva confermato che lo sviluppo di un adattamento cinematografico era iniziato presso Netflix, lasciando intendere che avrebbe seguito lo stesso percorso di coinvolgimento avuto per il primo film.

Da allora, però, di aggiornamenti concreti se ne sono visti pochi. Quello che Netflix ha effettivamente prodotto è tutt’altra cosa: Bird Box Barcelona, uscito nel 2023, non è il sequel diretto ma uno spin-off ambientato nello stesso momento temporale del primo film, questa volta in Spagna e senza Sandra Bullock. Un progetto pensato più per espandere l’universo che per continuare la storia di Malorie.

Il vero “Bird Box 2“, quello basato sul romanzo Malorie, resta quindi in una fase di sviluppo mai davvero uscita allo scoperto. Nessuna data, nessun cast annunciato, nessuna conferma ufficiale da parte di Netflix. Se sei fan della saga, insomma, il consiglio è: goditi il libro nel frattempo, perché il film, se arriverà, non sembra dietro l’angolo.


Domande per te:

Hai già letto Bird Box o parti direttamente da Malorie?

Preferisci la tensione claustrofobica del primo libro o il respiro più ampio di questo sequel?

E se il film dovesse davvero arrivare, chi vorresti vedere nei panni di Malorie oggi, dodici anni dopo?

Scrivicelo nei commenti.

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